lunedì 29 marzo 2010

Accadimenti e profumi mutati in pensieri (Desiderio e Disagio)


Siamo quello che sentiamo e quello che sentiamo prima o poi finisce per indisporre la nostra anima, creando un disagio cui dobbiamo porre rimedio. Ecco come l'insoddisfazione uccide tutto ciò che creiamo con fatica ed ecco perchè non possiamo mai godere come vorremmo.


wilsonW ha sentito. wilsonW ha desiderato e si è subito indisposto. wilsonW non ha goduto come avrebbe voluto. Poi però mi ha scritto quello che sto per farvi leggere. Buona lettura.




Momento riflessivo in luogo di ritrovo bolognese (offro una Vita che chiama ad un interlocutore vicino non quanto basta a toccarlo con mano).

Il freddo è una felpa senza maniche ridotta a pezza per asciugare sudori in tempi di primavera...
Marsala torna alla mia mente in flussi di gente nota e annota parole scritte dette sconnesse su scarpe nuove e vecchie, On the road di una città mutevole.

Alla sera si esemplificano i movimenti, si ritualizzano, ci si scontra con altri corpi e si scopre la morbidezza del corpo, il profumo vellutato di un pensiero riferito all'ombra di qualche ciuffo di capelli riconosco la tua guancia.

ma ancora non ti vedo
sembrano occhi ribelli

Non guardarmi o l'incanto di questo tempo svanisce portandosi via la luce della fata che vedo in te.
Porgerò lo scheletro, il mio, al mondo e il mondo accetterà le mie parole.
Mi sgretolerò e gli anarchici prenderanno la mia anima, la musica mi porterà in luoghi ignoti.
Per ogni nota un posto, un esperienza, e
le voci parlano di loro stesse.


wilsonW

domenica 28 febbraio 2010

Didascalie nel paese dei porci in festa

Hai il culto delle tue movenze,
fai di tutto per celare la tua mediocrità.
Dipendi sempre da impreviste ingerenze
che distorcono il concetto di puntualità.

Quanti scalini ha il pulpito da cui predichi?
Sembrano infinite queste vie della persuasione.
La cattiveria è un'infame arma in più di chi
di processarti si è creato l'illusione.

Un sorriso al bancomat diseredato
"Ci sarebbe un solo uomo da sposare!"
Senza un progetto io ti ho ammazzato,
poi da solo ho capito di sognare.

C'è una guerra di uccelli impauriti:
riempiono la strada di vestiti usati.
Suonano da sempre gli stessi malinconici spartiti
ma da nessuno si sono mai sentiti amati.

Fare figli è la più antica punizione
per chi dall'uno al dieci si perde nel contare,
chi si inganna col seducente potere della creazione
giura troppe volte e nella salvezza non può più sperare.

Decennio imprigionato in amara venatura
la mia adolescenza l'ho passata ad ingrassare,
cercando nel vento che screpola la pianura
un alloggio in cui si pecca a dimenticare.


venerdì 29 gennaio 2010

Sono già caduto

Come sempre sono io l'incapace.
Come sempre devo assistere alla modulazione dei piccoli fatti altrui.
Come sempre devo pentirmi di essere muto.

Vorrei essere un fiore, un gatto o un piccolo lago perduto.
Vorrei non essere ago, miracolo, sentinella.

Ma poi mi dico che è successo così.
Di cadere non ne ho voglia perchè sono già caduto.
Arrampicarsi è difficile,
Ma la sicurezza è il bene per eccellenza solo quando se ne ricorda l'esistenza.

E a me tutto ciò non serve a niente
Perchè sono un fiore, un gatto e un piccolo lago perduto.

venerdì 1 gennaio 2010

Unità di pulsazione

Credo nella circolarità delle intenzioni, nelle contaminazioni e nelle dissolvenze: ogni protrazione genera una ritrazione equipotente e questa insegue l'altra instancabilmente.

Credo nelle distanze che si accorciano grazie all'inazione, in quelle che volontariamente seminiamo di attriti perchè amiamo essere in difetto e in quelle che corrono lungo sentieri che non prevedono garanzie nè consolazioni.

Credo nella mitezza, che mi appartiene per indole, e nella disciplina, che mi impongo senza mai riuscirci a fondo.

L'autosufficienza della natura, la totale indipendenza dalle nostre pratiche quotidiane di tutto ciò che è per sè, mi incanta. Per questo credo debba instaurarsi un'epoca di rispettosa ammirazione per ciò che avviene nella propria statuaria necessità.

Tutto corre veloce ed è semplicemente meraviglioso sulla terra sotto il cielo.

martedì 8 dicembre 2009

Come un amore

Quando il tempo ti donerà la distanza che meriti da lui
Avrai una nuova laurea e i tuoi soldi
Per comprare le cose che ti servono

Maschererai il cinismo dietro vestiti colorati
Inizierai a leggere i quotidiani
E ucciderai la malizia delle tue intuizioni


Tornerai a fumare Merit e ad andare al teatro

Scoprirai che bastare a sè è una pratica dolorosa
Che rimesta i confini della propria sensibilità

"Sei bella" ti ripeteva lui
"Tu di più" gli rispondevi


Quando la notte ti morderà le viscere
Con l'incombenza della progettualità
E quei maledetti pensieri di ulteriorità
Prolungherai la tua pigrizia di cento metri quadri
Sveglierai tua madre che ti aiuterà a curare le piante nel buio
Ma non ti accorgerai di tutte le radici secche
Che lei estirperà imprecando


Tornerai a bere la trappista e a collezionare orologi
Scoprirai che bastare a sè è una pratica necessaria
Che raccoglie in unico raggio le mille voci della nostalgia

"Sei bella" ti diceva
"Come te" rispondevi


Ora che il tempo ti ha donato la giusta distanza da lui

Mostri con orgoglio le tue ferite
E sai sorridere come quando eri bambina


Senza di lui saresti stata un'altra

giovedì 19 novembre 2009

Trittico della miseria + "Sopportate la mia miseria"

Con molto piacere ho ricevuto ieri queste tre opere dall'amica Daniela. Tempo fa le avevo proposto di pubblicare qualcosa, di partecipare attivamente al blog anche solo con dei commenti (proposta che ho rivolto a molte persone e che resta viva in ogni momento; chiunque avesse qualcosa da dire è benvenuto dentro la Tana). Finalmente ha deciso di esporre qui qualche suo lavoro e le sono grato per questo. Lascio a voi ogni giudizio, mentre io mi limiterò a trascrivere le parole che il trittico mi ha rubato.



FACILMENTE INFIAMMABILE!
acrilyc on canvas
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Daniela Di Lullo



DI TUTTO CONOSCIAMO IL PREZZO DI NIENTE IL VALORE!
acrilyc on canvas
40X40
Daniela Di Lullo



JEWELLER-EAT
acrilic on canvas
40X40

Daniela Di Lullo



Disperato tra i rintocchi del mercato
Sono cieco di fronte alla combustione delle mie cifre
La tecnologia ci azzera
Fatemi fuggire
Fatemi evitare i colori del cibo
Aiutatemi a comprendere il fascino dell'azzardo
Sopportate la mia miseria come io sopporto quella altrui





lunedì 9 novembre 2009

Luna beffarda e ostile

"Un sogno, non è mai soltanto un sogno", amava ripetere Stanley Kubrick. Ecco perchè mi piace il breve racconto inviatomi da Gabriele. E' come un sogno e non lo è; esprime sentimenti reali e disegna situazioni fantastiche. Squaderna molteplici dimensioni e le dispone tra ottimismo e frustrazione, tra amore ed odio.
Vi auguro buona lettura.


Di certo a tutti voi sarà capitato di avere quella sensazione di cadere nel vuoto quando si è sul punto di addormentarsi e di sobbalzare con un sussulto. Ecco l'altra sera mi capitò di non sentire quel brivido e caddi nel vuoto.

Non ricordo per quanto tempo ma è stato molto lungo il mio viaggio. Attraversai diversi tipi di realtà e e ne sono consapevole soltanto adesso che sono sveglio.

Fu un atterraggio piacevole e rassicurante. Presi coscienza e mi ritrovai naufrago, nuotavo tranquillo nel mio mare, quello della mia amata terra; mi sentivo bene e pieno di forze e il contatto dell'acqua al mio petto era come un abbraccio materno, tanto che fu spontaneo fermare le mie braccia e lasciarmi cadere un'altra volta, in posizione fetale come se stessi nel grembo del mare.

Caddì e mi lasciai cullare dalla corrente. Al mio risveglio ero in un campo arido, simile a quelli che ci sono nella mia odiata terra. Come per istinto, cominciai a seminare in quella terra avara, speranzoso che lì potessero germogliare dei nuovi sentimenti, nuove illusioni.

Non ricordo nient'altro di questa avventura dentro la mia anima.

Nei giorni a seguire, da persona desta, finsi che dentro me il vento spingesse con se il calore del sole e riscaldasse la mia semina mentre la pioggia delle mie nostalgie l'annaffiasse.

Ma un sole polare non scalda e una pioggia acida corrode. E' per questo che da quella semina, nascono ogni giorno meccaniche monotonie, noie perennemente viscide, allegrie effimere, gioie astratte, e si allattano sbalzi d'umore.

E' una luna beffarda e ostile. Ma ci saranno giorni migliori.